CioccolART: la storia inizia nel 2000.

Creata da un artigiano cioccolataio, per 10 anni si fa conoscere come piccolo laboratorio, specializzato nella produzione dei gianduiotti fatti (tagliati) a mano. Produce inoltre le classiche praline di cioccolato tavolette nei vari gusti e creme da spalmare genuine e naturali.

Dal 2010 parte la seconda vita di cioccolART, la nuova gestione, nel proseguire la strada maestra iniziata dal fondatore, da’ una nuova impronta moderna alla produzione, all’immagine e alla presenza sul mercato,  proponendo nuove varianti dei prodotti, in nuove modalità a sempre più appassionati estimatori.

La peculiarità principale di questo laboratorio artigiano è che resta uno dei pochi a produrre l’antico originale gianduiotto fatto mano.

Perché sono importanti i gianduiotti fatti a mano e in cosa sono diversi da quelli modellati o estrusi ? … Esistono il gianduiotto “modellato” e il gianduiotto “estruso”: il primo è perfetto nella forma (ogni gianduiotto è uguale all’altro), il secondo è leggermente imperfetto, con forma più tondeggiante, somiglia molto a quello fatto a mano (ottenuto attraverso un estrusore e una speciale “tenaglia” automatica che taglia la porzione di impasto dandogli la forma).

Chi usa l’impasto originale dell’antica ricetta dei cioccolatai piemontesi deve NECESSARIAMENTE farlo a mano con due speciali spatolette depositando piccole porzioncine di impasto su un vassoio perché si solidifichino (non vi diciamo altro). Il gianduiotto deve poi essere quasi subito incartato per conservare morbidezza e aroma. Di solito è incartato in stagnole color oro, perché ricorda la forma di un piccolo lingotto (da qui il nome).

I Gianduiotti dell’antica ricetta sono fatti unicamente di nocciole, cacao puro e zucchero di canna (e qualche aroma che più che altro è la firma del maestro che lo produce). Questo impasto ha la particolarità di essere particolarmente “morbido” perché ricco dell’olio della nocciola e non può essere lavorato a macchina (modellato)  perché aderisce troppo ai modelli o agli utensili.

Per poter lavorare l’impasto come un normale cioccolatino, le industrie che li producono, riducono la quantità di nocciole, aggiungono grassi ed oli vegetali, cioccolato al latte ed altri ingredienti vari a seconda del produttore, modificando la ricetta originale per adattarlo alle esigenze delle macchine.

Ora, nella provincia di Torino (e forse nell’intero Piemonte, in Italia e nel mondo), sono rimasti pochissimi artigiani capaci di fare il gianduiotto a mano.